Ministri Comunione

 

Portare Cristo nella Comunità

Già da tempo i fedeli non ordinati collaborano in diversi ambiti della Pastorale con i sacerdoti e i diaconi affinché “il dono ineffabile dell’Eucaristia sia sempre più profondamente conosciuto e si partecipi alla sua efficacia salvifica con sempre maggiore intensità”.

Si tratta di un servizio liturgico che risponde ad oggettive necessità, destinato soprattutto agli infermi e alle assemblee liturgiche, nelle quali sono particolarmente numerosi i fedeli che desiderano ricevere la sacra Comunione. È la figura del Ministro Straordinario della Comunione che oramai da molti anni è presente in diverse parrocchie.

Già al tempo di San Giustino si registrano casi di laici incaricati a portare la Comunione; a poco a poco scomparirono, fino ad essere riscoperti e riproposti dall’Istruzione “Immensae caritatis” del gennaio 1973. È un ministero con un campo ristretto per le circostanze eccezionali in cui può essere esercitato. È un incarico straordinario, non permanente, concesso in relazione a particolari e reali necessità di situazioni, di tempi e di persone. Ministro Straordinario può essere tanto l’uomo quanto la donna. Si va dai 25 ai 75 anni di età. La possibilità di questo servizio è un gesto di carità della Chiesa “perché non restino privi della luce e del conforto di questo Sacramento i fedeli che desiderano partecipare al banchetto eucaristico” e ai frutti del sacrificio di Cristo. Il bene spirituale e pastorale che proviene da questo ministero è considerevole sia per i singoli fedeli che per le case religiose, gli ospedali, le case di cura e gli ammalati nelle loro abitazioni.

È concesso per un tempo preciso (tre anni), dopo cui non si può più distribuire l’Eucaristia e occorre una nuova facoltà: questo per indicare che esso non è un diritto di una persona, “una cosa sua”, ma è una possibilità in base alle necessità della comunità cristiana.

È straordinario, perché di norma spetta al sacerdote e al diacono distribuire l’eucaristia e solo circostanze non ordinarie possono ammetterne la presenza, come una particolare affluenza dei fedeli alla celebrazione Eucaristica o l’assenza di ministri ordinati.

Infine è territoriale, cioè può essere esercitato solo nell’ambito della Parrocchia per il quale è stato richiesto. La scelta delle persone idonee dev’essere fatta con molta cura tra coloro che godono di maggior stima per la propria condotta religiosa e morale, per il loro senso ecclesiale e per il servizio umile alla comunità.

È un ministero rivolto soprattutto a portare l’Eucaristia ai malati: è il motivo principale per cui è stato riscoperto. È necessario allora fare un appello a tutti, perché quanti hanno malati nelle case impossibilitati a uscire e partecipare ogni domenica alla Messa, comunichino con i sacerdoti il desiderio di ricevere il Signore e avere così la visita di un ministro straordinario della Comunione.

A Trecate, attualmente, sono una decina di laici e 8 suore: nei prossimi mesi alcuni lasceranno per scadenza del mandato o per limite di età; alcuni nuovi sono già stati istituiti e possiamo vederli nella foto, a rappresentanza di tutti.

Alessandro Maffiolini