Tre dubbi

Non ho alcun peccato

È una frase che molti ripetono. Mostra la concezione di superiorità che si ha verso gli altri e verso Dio. È sempre meglio indicare i peccati degli altri che individuare gli errori commessi. Il peccato però fa parte della storia di ciascuno fin dall’origine dell’umanità. Nessuno può dire di essere senza peccato, se davvero si crede in Dio. Spesso manca il senso del peccato perché manca il senso di Dio. Il peccato in fondo è costituito da pensieri, parole, scelte in contrasto con il disegno di Dio sull’uomo; è lo scolorire l’essere fatti ad immagine e somiglianza di Dio. Per essere veri cristiani non occorre essere immacolati o puri, ma uomini e donne profondamente umani come lo è stato Cristo. Solo così ci riconosciamo bisognosi della Misericordia del Padre.

Cosa confessare?

È necessario che i penitenti rivelino tutti i peccati mortali, di cui hanno consapevolezza dopo un attento esame di coscienza, anche se si tratta dei peccati più nascosti, perché spesso feriscono più gravemente l’anima e si rivelano più pericolosi di quelli chiaramente commessi. I cristiani si sforzano di confessare tutti i peccati che vengono loro in mente per consegnarli tutti davanti alla divina misericordia perché li perdoni. Sebbene non sia strettamente necessaria, la confessione delle colpe quotidiane (peccati veniali) è tuttavia vivamente raccomandata dalla Chiesa. La confessione regolare dei peccati veniali ci aiuta a formare la nostra coscienza, a lottare contro le cattive inclinazioni, a lasciarci guarire da Cristo, a progredire nella vita dello Spirito.

Quando confessarsi?

Cominciamocon il dire che non si tratta di obblighi, ma di esigenze spirituali. Gli obblighi legano l’esterno dell’uomo, le esigenze lo coinvolgono dal di dentro. Premesso questo, un battezzato, convinto dei grandi vantaggi che ricava dal sacramento della Penitenza, non aspetta l’obbligo, ma segue l’esigenza di purificazione, per regolare la propria direzione di marcia verso Dio. Abbiamo avuto Papi che si confessavano tutte le settimane o ogni quindici giorni. La questione vera è il tenere sempre d’occhio il motore della nostra vita e il non trascurare il nostro rapporto con il Signore Gesù, né di lasciarlo cadere nel formalismo o nell’idealismo. Ecco perché c’è bisogno di un ritmo costante e serio nell’avvicinarci alla Misericordia di Dio.

 

Altri interrogativi

Confessarsi prima della comunione

Nel passato anche abbastanza recente era molto sentita l’indegnità delle persone di fronte all’Eucaristia: questo portò i fedeli a non osare fare la Comunione senza prima essersi confessati. La confessione diventava per molti un puro ‘adempimento giuridico’ per accedere alla Comunione eucaristica. La Confessione è necessaria soltanto per i peccati gravi, anche se per quelli veniali è molto utile il ricorso assiduo e frequente a questo sacramento. Con la consapevolezza dei soli peccati veniali ci si può accostare alla mensa eucaristica purché pentiti e disposti a proseguire con impegno nella lotta contro il male. Per i peccati veniali sono sufficienti le diverse forme di penitenza non sacramentali.

Perdonare a mia volta

Il confessionale è normalmente il luogo in cui celebrare questo sacramento: esso tutela una certa e necessaria riservatezza su quanto è detto. Il rischio però è che faccia passare l’idea secondo cui la penitenza inizia e finisce in quel luogo: ogni sacramento è chiamato a esprimere una Chiesa “in uscita”. Il perdono non è fine a se stesso, non è solo per la salvezza. Molte volte è più comodo ricevere una penitenza ridotta a qualche preghiera. Si dimentica che la penitenza è un impegno che ci è affidato per riparare al male commesso e cercare di riallacciare relazioni con le persone. Il penitente esprime la propria conversione con una vita rinnovata e con la capacità di perdonare a sua volta manifestando di aver incontrato la Misericordia del Padre. Si è riconciliati per perdonare.

Quante volte devo perdonare?

Tutti lo sappiamo: Dio perdona sempre! Non si stanca di perdonare. Siamo noi che ci stanchiamo di chiedere perdono. Quando Pietro chiese a Gesù il numero di volte che occorreva perdonare ebbe come risposta: “Non sette volte, ma settanta volte sette”. Cioè sempre. Questa è la misura di Dio. È un Padre senza limiti nella Misericordia. Occorre avere il coraggio e l’umiltà di chiederla e Lui ci farà sentire la gioia del perdono prima che avremo finito di dire tutto. È incontrare il Padre misericordioso; da qui nasce nel battezzato la necessità di perdonare chi lo offende. Diventa un’esigenza dimenticare i torti, amare i nemici e quanti ci perseguitano e perdonarli a nostra volta. Così fa Dio e così vogliamo comportarci noi cristiani.

A cura di Alessandro Maffiolini