OPERAI DEL BELLO, MIETITORI DEL BUONO
LC 10,1-12.17-20

pescatori-di-uomini

“La messe è abbondante, ma sono pochi quelli che vi lavorano”. Gesù insegna uno sguardo nuovo per muoverci nel mondo: la terra matura continuamente spighe di buonissimo grano. Insegna un modo nuovo di guardare l’umanità: la vede come un campo traboccante di un’abbondanza di frutti. Noi abbiamo sempre interpretato questo brano come un lamento sul tanto lavoro da fare e sulla scarsità di vocazioni sacerdotali o religiose. Ma Gesù dice qualcosa di molto più importante: il mondo è buono. C’è tanto bene sulla Terra. Sa che il Padre Suo ha seminato bene nei cuori degli uomini: molti di essi vivono una vita buona, tanti cuori inquieti cercano solo un piccolo spiraglio per aprirsi verso la luce, tanti dolori solitari attendono una carezza per sbocciare alla fiducia. Gesù manda discepoli, ma non a lamentarsi, come facciamo noi, di un mondo lontano da Dio, ma ad annunciare un capovolgimento: il Regno di Dio si è fatto vicino, Dio è vicino, vicino alla tua casa. Mai è stato così vicino! Viviamo oggi un momento epocale di rinascita spirituale, di rinascita alla vita. Questo mondo che a noi sembra avviato verso la crisi, è un immenso laboratorio d’idee nuove, progetti, esperienze di giustizia e pace, un altro mondo sta nascendo e reca frutti di libertà, di consapevolezza, di salvaguardia del Creato. Di tutto questo Lui ha gettato il seme, nessuno lo potrà sradicare dalla terra.

Manca, però qualcosa, manca chi lavori al buono di oggi. Mancano operai del bello, mietitori del buono, contadini che sappiano far crescere i germogli di un mondo più giusto, di una mentalità più positiva, più umana. A questi lui dice: “Andate, non portate borsa né sacca né sandali…” Li manda disarmati. Decisivi non sono i mezzi, decisive non sono le cose. I messaggeri vengono portando un pezzetto di Dio in sé. Se hanno un pezzetto di Vangelo dentro, lo emaneranno tutto attorno a loro, lo irradieranno: “Se in noi non è pace, non daremo pace, se in noi non è ordine non creeremo ordine” (G.Vannucci).

Per questo non hanno bisogno di cose. Non hanno nulla da dimostrare, mostrano Dio in sé. Come non ha nulla da dimostrare una donna incinta: ha un bambino in sé e questo basta. “Vi mando come agnelli in mezzo ai lupi”. Non dice: vi mando allo sbaraglio, al martirio. C’è il mistero del male, ci sono i lupi, sì, ma non vinceranno. Forse sono più numerosi degli agnelli, ma non sono più forti. Vi mando come presenza disarmata, a combattere la violenza, a opporvi al male, non attraverso un “di più” di forza, ma con un “di più” di bontà. La bontà non è soltanto la risposta al male, ma è anche la risposta al non-senso della vita (P. Ricoeur).

padre Ermes Ronchi