penna-calamaio
 
Altezza uno e
 
sessantadue

“Quanto sei alta?” L’ho L’ho chiesto ad una giovane sposa che mi confidava le sue fatiche, condivise con il marito che la ama appassionatamente. Mi ha risposto, con un sorriso divertito, dicendomi se la trovavo un po’ piccolina.

In realtà, la vedevo come un gigante, un colosso di fiducia riposta nel Signore Gesù. Da più di un anno sta combattendo con un male insidioso. Non riesce a decidersi per un intervento chirurgico utile che però i medici vedono rischioso, la certezza di non poter diventare mamma pur avendone una voglia matta. “Sei arrabbiata con Dio?”. “No, anzi. Questi dolori mi hanno avvicinata ancora di più a Lui e sto aiutando anche mio marito a ritrovare la strada del Signore”. Continuava la giovane, confessandomi il suo rapporto particolarmente famigliare con la Vergine Maria. “Le parlo da donna a donna e le chiedo di togliermi la paura, di aiutarmi a vivere per realizzare la mia maternità nell’adozione, nell’affido, nel fare il bene a chi sta peggio di me”. A chi sta peggio di me!

Come si può uscire dal tunnel dei propri dolori se non con la forza della speranza in Dio? Chiacchieravo con lei e i suoi occhi si riempivano di lacrime mentre esprimevano gioia, quasi felicità di sapersi protetta dall’Alto. Il suo desiderio è di contagiare sempre di più l’amore di suo marito, perché anche lui cresca nella fiducia in Dio. Ho baciato quelle giovani e piccole mani, piegando la testa a tanta altezza… E pensare che è solo un metro e sessantadue.

don Ettore